Un battito di ciglia è una espressione che indica un tempo brevissimo, talmente breve che neppure il nostro occhio riesce a percepirlo. Questa espressione mi è venuta alla mente alla ripresa dei campionati di pallavolo femminile giovanile, dopo oltre un anno di lock down. Da dirigente sportivo partecipavo con tutti gli interrogativi e dubbi che ciascuno di noi ha in questo momento.
Preoccupazioni legate alla responsabilità nei confronti delle ragazze e alle loro famiglie e poi circa il possibile futuro per il nostro sport dopo la pandemia.
Mi frullavano per la mente questi pensieri prima di entrare in palestra, mentre compilavo il modulo di autocertificazione, mi provavo la temperatura, mi igienizzavo le mani e le scarpe e controllavo la sistemazione corretta della mascherina.
E poi eccole lì, in un attimo queste ragazze hanno disciolto tutte le amarezze ed i dubbi circa la sopravvivenza del nostro amato sport. Così poco ci hanno impiegato le ragazze, in una palestra deserta, a far riemergere il fuoco della passione sotto la cenere.
È un fuoco che c’è, che si sta conservando, che è pronto a riprendere vigore…
I rumori, le grida delle atlete, la palestra vuota che fa l’eco, la grinta, il coraggio, la gioia…
Dallo sport sarebbe bello che questo messaggio di speranza raggiungesse tutti, le famiglie, le attività economiche. Non dobbiamo avere timore per i nostri giovani, saranno loro a salvare noi, perché il futuro è loro.
Il fuoco c’è, ed è pronto a divampare, come e quando si potrà, basterà poco, il tempo di un battito di ciglia.

Claudio Pasquetto

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